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MIA Valija

Racconti di viaggio dall’India

Carla Tallone è un’argentina figlia di italiani che, per due anni, é andata a vivere in India. E le abbiamo chiesto di inviare a MIA le sue impressioni del soggiorno. Quindi vi lascio con i suoi racconti.

Eccomi finalmente, dopo un periodo di silenzio piuttosto prolungato, che ci ha visti impegnati alla ricerca della casa. Che adesso sembra quasi finita, o almeno ridotta a due appartamenti. Ora ci tocca aspettare la "voz del amo", ovverossia l’Ansa se ci da l’ok per procedere. Aspettiamo ancora…

Il secondo arrivo a Delhi e stato piu dolce, forse perche eravamo in qualche senso vaccinati su alcune cose. Forse perche questa volta abbiamo scelto di stare in un quartiere, che si chiama Defence Colony, e non in centro come a gennaio.

La guest house dove ci alloggiamo e molto carina, una casa tutta bianca con solo 4 stanze, la nostra sta al primo piano e ha tante finestre che si affacciano su un piccolo giardino dove ogni mattina facciamo colazione. E pieno di palme, e alberi di cui ammetto ignoro il nome ma che fanno una piacevole ombra a quest’ora del mattino (sono quasi le 11), quando il sole incomicia a surriscaldare l’ambiente.

E pieno di uccelli, banalissimi passeri, altri con una specie di elmetto in testa, corvi e un tipo di uccellaccio nero e grigio, robusto e con un becco piuttosto minacioso. Anche gli scoiattoli fanno su e giu alla ricerca di qualche bricciola. Per ora passo innosservata e loro si limitano a cercare qualcosa da mangiare tra i sassolini e i fiori.

I vari quartieri di Delhi sono l’unica scelta per vivere, gli stranieri stanno piuttosto a sud della città. Il centro è un caos e non offre granche, soltanto aria inquinata e un traffico irrazionale dove puoi passare ore in attesa di avanzare qualche chilometro. Si formano ingorghi assurdi per una forma di stupidita contagiosa, tutti avanzano milimetro a milimetro a suon di clacson, nessuno cede il passo all’altro, che puo essere una macchina, ma anche un rick shaw, un mucca, ecc.

Ogni quartiere ha un suo mercato, certo a modo loro, tutto piuttosto trascurato, gran confusione di cose nei negozi, gli "stores" sono un’insieme multicolore e polveroso di prodotti, alimentari, di pulizia, cose di bazar, un po stile vieja pulperia, ma molto piu stipato e soprattutto invaso da una pellicola polverosa.

La spazzatura regna sovrana ad ogni angolo, nessuno sembra occuparsene, si limitano a fare piccole montagne di rifiuti, ma soprattutto di foglie, che in quest’epoca dell’anno cadono poeticamente, e li rimangono. Con un po di fortuna qualche mucca affamata le fara sparire. Questo rende difficile la possibilita di camminare, anche perché bisogna aggiungere che i marciapiedi sono quasi inesistenti e se esistono sono rotti. 

Ma ci sono alcuni parchi molto estesi, e abbastanza belli, sicuramente rettagio della lunga colonizzazione inglese. Sono pieni di fiori, rose, zinnie e dalie incredibili nei colori ma anche nelle dimensioni, e poi fittissime siepi di buganville viola, porpora, arancione e rosa. Qui la natura ha una forza primitiva che le permette di sopravivere malgrado l’inquinamento.

Carla Tallone
Nuova Delhi
Cronache dell’India I 

Il seguito di queste prime impressioni di viaggio lo pubblicheremo la prossima settimana …

Link utili | Nuova Delhi su Wikipedia e su Trip Advisor.

Foto | Flickr

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