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MIA Cultura

Argentine in Italia

E’ con grande onore che pubblichiamo il secondo contributo di Paola Cecchini che ci ha già intrattenute sulle emigrate italiane in Argentina qualche tempo fa. Ci raccontava storie tratte dal suo libro "Terra promessa, il sogno argentino" dal quale ha tratto anche le intelligenti considerazioni nate dalle testimonianze di donne argentine emigrate in Italia.

Che dire delle argentine in Italia? Ne ho incontrate parecchie.

Il senso di estraneità che sottintende il dramma dell’immigrazione (“che tocca tutti gli aspetti della vita, dalle abitudini alimentari al modo di rapportarsi con gli altri”) è vissuto anche nei confronti del paesaggio rurale ed urbano. Pur considerando il primo “attraente, pieno di ritmo e colori”, continuano a sentire più naturali le infinite pianure argentine, i lunghi chilometri desolati delle pampas, “quella sensazione della vista che si perdeva lontano, senza sbattere contro nessuna collina”; mentre- a proposito del secondo- notano che qualsiasi paese o città d’Italia è caratterizzato da strade strette e fiancheggiate di case a due o tre piani dove a volte, sembra che neanche il vento osi entrare. “Sembrano piuttosto il rifugio che gli uomini costruiscono per proteggersi dalla natura e da altri uomini, per avvicinarsi gli uni agli altri e mantenersi uniti e quindi più forti”, così diversi dai quartieri di Rosario, dove “è impressionante la quantità di cielo che si vede”.

Ci sono diversi tipi di sottosviluppo, secondo le argentine arrivate nel nostro Paese.
E se quello argentino è di tipo economico, quello italiano è di tipo culturale: "Abbiamo trovato che in molti aspetti la nostra mentalità è più aperta, più capace di evoluzione rispetto a quella che riscontro nella società italiana; come se il peso della storia che porta sulle sue spalle la costringa a camminare piano, perché strada facendo, non cada qualche tradizione di troppo. Devo chiarire che abbiamo anche capito che questo fenomeno di rallentamento nell’evoluzione socio-culturale è specialmente marcato nella zona d’Italia in cui ci siamo stabiliti e cioè quella centrale che, come tale, gode di tutti i progressi tecnologici, dei comfort del nord del Paese, mentre conserva la mentalità tradizionalista e quasi medioevale del centro- sud. Fu precisamente questa caratteristica che sin dall’inizio creò in noi la sensazione di trovarci in una strana dimensione nella quale il passato e il futuro coesistevano confondendosi… e confondendoci. Sì, perché conferivamo a persone che avevano accesso a certi livelli tecnologici e persino scientifici, livelli corrispondenti di preparazione, informazione e cultura che non sempre possedevano”.

Una delle cose più importanti nate dall’immigrazione è stata per loro la possibilità di "prendere coscienza in un modo direi quasi doloroso, per quanto intenso, di un fatto che mentre ero in Argentina non ho mai analizzato ..era così naturale essere argentina, che neanche me ne rendevo conto"..Sì, perché soltanto di fronte a questa realtà diversa che si manifesta in ogni atto della vita (dalle abitudini alimentari al modo di stabilire rapporti con altri esseri umani), le mie amiche sono riuscite a prendere coscienza del fatto che anche "noi abbiamo una identità ben precisa, con caratteristiche proprie e con cultura propria".

Che farebbero, dunque, se avessero una bacchetta magica? “Quel che vorremmo è poterci portare l’Argentina in Italia, cioè la nostra gente, le nostre abitudini, i nostri sabato sera e i nostri asado della domenica, in questa terra che ci piace, in questo sistema socio-politico- economico che ci permette di vivere e crescere come persone, senza i sobbalzi e le angosce che erano parte della nostra vita in Argentina”.

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4 comments for “Argentine in Italia”

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  1. Sono tornata in Italia con la mia famiglia nel 2002 ma sono nata a Cordoba e la mia città ed il mio paese natale mi mancano, é inutile nasconderlo, anche se apprezzo l'Italia e la vita che conduco qui.
    Grazie a Paola Cecchini ed al suo bel lavoro di ricerca,

    Posted by Arianna Cappelli | December 10, 2009, 4:37 pm
  2. EH NO QUESTO NON E' POSSIBILE. (Mi riferisco alle ultime 4 frasi alla fine del testo). Anche mio padre è Argentino ed è immigrato quì nel 1983, sposato con la mia mamma (italiana), ha avuto 3 ragazzi tra cui io che sono il secondo. ho 24 anni, ma non condivido questa vostra opinione. E' giusto conosciere altre culture e confrontarsi, ma se si decide di andare a vivere in un altro paese come per esempio il mio: l'italia, bisogna adattarsi alle leggi, regole e naturalmente alla nostra cultura, soprattutto le coppie nel quale uno dei due partner è straniero.
    L'italiano è sempre stato trattato male in qualsiasi nazione del mondo che emigrava per guadagnarsi il pane. Adesso non si può biasimare la paura di invasione di altre culture, è naturale la nostra reazione di imporci e farci valere in casa nostra, perchè in fin dei conti siamo noi i padroni di casa.
    Saluti Gabriel

    Posted by Gabriel | March 1, 2010, 4:00 pm
  3. Mio padre quando è arrivato in Italia, si è adattato alla cultura nostra, mi ha imposto l'educazione ma non si è mai permesso di impormi la sua cultura, nazionalità e idioma. Ha lasciato, che i suoi figli cresciessero con la mentalità del paese in cui sono nati "L'ITALIA" . Io sono stato in Argentina, ritmo totalmente diverso da quello europeo, molto più calmo. Sono andato come turista e mi sono adattato alla vostra quotidianità. Mi hanno anche chiesto se mi sarebbe piaciuto vivere lì e stabilirmi definitivamente, ma la mia risposta è stata NO. Avete una bella terra, una natura straordinaria, non guardate l'Europa come se fosse un paradiso, abbiamo la tecnologia, il benessere, ma anche da Voi queste cose non mancano certo non avete il ritmo frenetico che abbiamo noi, ma molto più rilassato e sapete come godervi la vita, cosa che in europa è calcolato "peccato mortale". Spero di non essere stato molto duro con questa mia risposta, ma la realtà è questa.

    Saluti Gabriel

    Posted by Gabriel | March 1, 2010, 4:07 pm
  4. E la pensano anche i miei parenti che ho a La Plata e Necochea e alcuni Argentini che vivono quì i quali si sono perfettamente integrati e parlano i dialetti locali delle varie zone d'Italia.

    Saluti Gabriel

    Posted by Gabriel | March 1, 2010, 4:08 pm

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