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Lavori curiosi: la burattinaia

Alejandra Castillo è una burattinaia. Questo termine, a molti italiani, fa venire in mente loschi complotti, i burattinai della politica, mentre questa storia è di una donna coraggiosa e creativa che ha trasformato una passione in mestiere. Di quei lavori di cui potete leggere su Inventa Lavoro e farvi venire un sacco di idee per dare una vera svolta alla vostra vita.

Come Alejandra sia diventata burattinaia di professione è una lunga storia ma la sintesi è che ha studiato e, da una passione, è nato un lavoro. Dopo la scuola di burattini entrò a far parte della prima compagnia stabile che un teatro pubblico decideva di mettere in piedi e finanziare. Il Teatro San Martin di Buenos Aires inaugurò la compagnia di burattini nel 1977 ed ha sostanzialmente vinto la sfida di avvicinare questa arte ad un pubblico adulto oltre che infantile.

Alejandra parla del suo lavoro e gli occhi le brillano: "posso ideare tutto, parto dalla scrittura del racconto, costruisco le maschere, immagino il palcoscenico, curo la regia, faccio muovere i burattini e, con loro, recito e mi immergo nei personaggi rappresentati …" e ancora "essere burattinaia è un’attività artistica unica e un’esperienza creativa completa".

Ma le considerazioni più interessanti sorgono quando si affronta il tema economico, ossia la questione se questo mestiere permette di mantenersi. E’ così che Alejandra mi spiega quanto, oltre al far parte della compagnia di un teatro, lei investa nel suo lavoro. Il burattino è una metafora e, per suo tramite, si può lavorare e comunicare a molti pubblici, dai bambini agli anziani. L’attività di burattinaia lei la interpreta così, un mezzo per raccontare storie, divertire, insegnare, accompagnare e consolare.

E’ possibile, se non necessario, dunque, collaborare con progetti educativi, salute e anziani, iniziative culturali e artistiche e rendere il burattino uno strumento prezioso di comunicazione. Per diventare burattinaia, Alejandra consiglia alle italiane, un periodo di studio a Buenos Aires. Questo perché in Italia ha l’impressione che questa tradizione sia stata abbandonata e Buenos Aires può essere il posto giusto per riscoprirla.

La scuola di burattini del Teatro San Martin, dove anche Alejandra insegna, è un ciclo triennale di elevatissimo valore formativo. I prossimi corsi iniziano nel 2011. Se avete fretta, scrivete a MIA, info @ mianet.info e vi manderemo la lista dei corsi disponibili per questo ed il prossimo anno. Per una lista completa delle istituzioni presenti in Argentina, teatri, burattinai, festival, borse di studio etc. consultate ASARTI, l’associazione Argentina che li raggruppa tutti.

Discussion

5 comments for “Lavori curiosi: la burattinaia”

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  1. Agradezco profundamente el artículo, la dedicación que me dieron es sorprendente.. la verdad es que me gustaría parecerme a esa mujer que ustedesdescriben… tal vez le llegue a los talones… mil grCIAS A TODOS POR DIFUNDIR UN MUNDO MEJOR UN SUEÑO.

    Posted by alecastillo | February 28, 2009, 4:47 am
  2. gracias a vos alejandra. tus titeres hacen soñar¡

    Posted by admin | February 28, 2009, 9:58 am
  3. agradezco profundamente la nota y la pasión que ustedes ponen en su tarea. etoy a su disposición y están invitadas a la función privada que les debemos dar de la obra completa. besos ale castillo

    Posted by alecastillo | March 1, 2009, 8:23 pm
  4. Hola VAlentina… me gustaría saber si las fotos ya las tenes, ya que nos imaginamos que son bellísimas y queremos armar una carpeta de presentación de obra con ellas. mil gracias Ale

    Posted by alecastillo | March 5, 2009, 7:15 am
  5. […] Ho ri-scoperto questo lavoro grazie alla segnalazione dell’autrice di un bel blog (scritto in parte in Italiano ed in parte in Spagnolo). Lei ha trovato Inventa Lavoro e, dopo aver raccontato la storia di Alejandra l’ha segnalata anche a me, considerando questo spazio interessante per chi cerca idee di business creative. Riporto, allora, il racconto di questo bellissimo mestiere, così come appare su Mia- Mujers italianas y Argentinas. […]

    Posted by Qualcuno il lavoro se lo inventa. « Quaderni socialisti | December 21, 2009, 6:55 am

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