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AVVOLTOI – A proposito di Eluana Englaro

L’altra sera parlavo con Valentina della quantitá di ingressi che abbiamo avuto su MIA a proposito del caso Eluana Englaro. Leggevo i giornali italiani, guardavo notizie varie e davvero mi vergognavo. Di cosa? Di essere cittadina italiana. Di avere quell’amore per un paese che mi appartiene un po a metá. Ho vissuto in Italia meno di quanto ho vissuto in Argentina. Ma a volte mi sento piú italiana che argentina e altre mi sento piú argentina che italiana. A volte vorrei appartere ad altre culture. Ma sono convinta che il passo piú grande verso la consapevolezza di essere umano é quello di accettare le origini. Basta lamenti, basta rimproveri, basta avrei voluto nascere chissá dove perche… Basta.

Ma non posso nascondere e lo voglio dir su MIA che da quando Berlusconi si é scontrato con Napolitano per la questione di quel famoso decreto sull’alimentazione artificiale di Eluana ho sentito di appartere a una cultura oscena, indecente, banale. Mortale.
Per fortuna Eluana é morta quando tutti questi uomini – si puó dir cosí? perche a volte ho dei dubbi sulla loro umanitá – riuniti al Parlamento volevano votare una legge che permettese dare a Eluana di nuovo alimentazione artificiale. Non c’è la faceva piú: vivere, come viveva lei, attacata alla spina di un aparecchio non é vita.

Mi é davvero piaciuto un testo di Claudio Magris del 10 febbraio scorso quando invece di uomini o donne ha parlato di avvoltoi. Si cuervos, esos que se comen a los muertos, en este caso volevano mangiare solo per prestigio (prestigio?) politico la morte di Eluana. Ma sono andati a vedere come stava? No. Il padre ha invitato Berlusconi ed ad altri a vederla. Ma non sono andati. Si capisce, é bruto vedere la realtá cruda e dura. Meglio far finta di niente come fanno i bambini capricciosi.

Insomma, la luciditá di Magris mi ha colpito assai, il suo testo mi ha fatto riflettere. Perche ogni decisione, ogni atto della nostra vita ha delle conseguenze. Ma quali sono le conseguenze che questi signori del Parlamento italiano soffrirano dopo di avere trattato di assasino un padre distrutto, dolente la cui sofferenza non é ancora finita? Sua moglie, la madre della figlia appena morta, sta anche morendo. Ma chi é puó gettare la prima pietra sul come gestire la morte, la vita, la quasi vita, la quasi morte di un figlio o di una qualche persona amata. Questi avvoltoi hanno guardato davvero il volto di Beppino Englaro? L’hanno guardato? Mi vergogno. Mi fa schiffo che al potere di un paese che addoro ci sia della gente cosí priva di umanitá. Uomini e donne privati in realtá del buon senso, anche se mi sembra un po leggero parlare di buon senso.

Preferisco parlare d’amore. Queste persone, questi senatori e deputati che erano pronti a votare una legge oscena, hanno mai ricevuto amore? La loro mamma, il loro papa ha preparato per loro un lettino fresco di state e caldo di inverno? Hanno avuto l’opportunitá di sentire un abbraccio conmovente? Ma come mai si sono permessi di andare cosí oltre? Soltanto per avere piú voti, per sostenere un Berlusconi che, sappiamo giá, di oscenitá non é mai mancato?

Valentina sono triste davvero perche adesso, come scrive ancora Magris, bisogna fare un testamento, e cioé lasciare detto davanti a testimoni l’ultima volontá. Eluana forse ci ha trasmesso la sua: morire. E morire subito. E siccome non poteva scriverlo ha fatto in fretta. È morta.

“Conosco uomini e donne, scrive Magris, che da anni continuano a vivere con persone amate ridotte a una condizione che impedisce loro ogni reazione e ogni comunicazione, ma non impedisce una misteriosa e concreta comunicazione affettiva; per usare una vecchia parola —la più antica, difficile del mondo, direbbe Saba —l’amore. Ora Eluana Englaro è in quella grande oscurità che, diceva il teologo gesuita Karl Rahner, è l’incomprensibile mano di Dio che raccoglie ogni destino; oscurità la quale non è forse meno importante della vita che va amata e protetta ma non idolatrata. Restano le ferite che la sua morte ha inferto a chi l’ama e quelle che l’indecente attacco, in suo nome, ai principi elementari dello Stato, ha inferto al Paese, alla qualità della vita di tutti. Anche un Paese può essere costretto a fare testamento”.

E mi chiedo ancora a proposito sempre della mia italianitá. Come mai ci si puó permettere di essere cosí osceni, cosí brutali? Pare che la democrazia non é stata didattica per questi quá. Altrimenti avrebbero imparato a rispettare non solo Eluana che moriva, ma a tutti noi che guardavano lo spettacolo dell’orrore, del loro orrore, della loro mancanza assoluta di alcun ritegno. Sembravano infatti avvoltoi che mangiavano a piacere una quasi morta, o una quasi viva.

Cosa ci resta dopo questa scena cosí antica e cosí moderna. Quale testamento? Nel dirito romano antico il testamento non si scriveva ma il testatore enunciava le sue ultime voltontá ad alta voce in presenza di testimoni. In questa societá dello spettacolo Eluana é morta. Noi siamo stati testimoni della sua morte ma anche siamo stati testimoni dell’orrore di uno stato laico, e cioé che appartiene al popolo, che é stato tradito dai suoi politici, solo per avere il piacere di mangiare carne morta.

È vero che agli italiani piace mangiare, e non solo mangiare anche parlare di cibo ma per ché cosí tanto? E noi, testimoni, in quali condizioni torniamo alla civiltá, alla societá, agli altri, ai nostri altri, dopo di essere stati testimoni di questo orrore?  E il peggio é che lo spettacolo pare non essere ancora finito.

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One comment for “AVVOLTOI – A proposito di Eluana Englaro”

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  1. riflettevo leggendo che ora, la cosa più triste, è che il testamento biologico i giovani lo stanno pubblicando su you tube (http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=testamento+biologico&aq=0&oq=testamento+biolo)… perché quella dimensione familiare, testimoniale di amici e parenti, è come se non ci fosse più …

    Posted by admin | February 17, 2009, 11:00 am

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